IL TRAMAZZO E
IL LAGO DI PONTE

Per chi cerca un’esperienza immersiva nella natura, i boschi rigogliosi del Tramazzo offrono sentieri incantevoli e panorami mozzafiato

per chi cerca un’esperienza immersiva nella natura, i boschi rigogliosi del Tramazzo (a pochi chilometri dal paese) offrono sentieri incantevoli e panorami mozzafiato, il tutto all’interno dell’amena cornice del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dove il tempo sembra essersi fermato, incurante della frenetica vita che ci circonda.

In questo scenario si trova il Lago di Ponte, un bacino artificiale creato nel 1962 [LEGGENDA DI LUIGI MARCHI]. Autentica perla del nostro territorio, questo cuore verde pulsante di magia è il punto di partenza per numerose passeggiate che si snodano nel territorio delle Foreste Sacre e conducono a vette ventose, nonché a eremi in cui si respira una spiritualità eccezionale. Qui, a stretto contratto con la natura, si può stare in ascolto del silenzio del bosco, ammirare la giocosa corsa dei torrenti che scorrono a lato dei sentieri e vivere esperienze uniche.

Faustino Perisauli ed Erasmo da Rotterdam: un incontro/scontro tra umanisti

Faustino Perisauli è un umanista che nacque a Tredozio verso la metà del Quattrocento e si spostò, com’era in voga a quei tempi, presso molte corti della penisola, tra le quali Urbino, Palestrina e Rimini, dove morì nel 1523. Autore dalla produzione varia ed eterogenea, di lui si ricordano soprattutto: il Trastullo delle donne da far ridere la brigata, un’opera di 113 ottave (metro tipico dei poemi epico-cavallereschi) scritta in volgare nella quale il poeta prende direttamente la parola e, controcorrente rispetto alla mentalità dei suoi contemporanei, difende a spada tratta le donne dalle ingiustizie e disuguaglianze sociali di cui sono vittime; il De Triumpho Stultitiae, poema in latino che con sguardo lucido e critico mette a nudo tutte le manifestazioni della degenerazione dell’uomo quattro-cinquecentesco. Il fatto interessante è che lo stesso tema, quello della follia, è al centro di un’altra opera, sicuramente molto più nota: la Moriae Encomium (o Laus Stultitiae), opera fondamentale del pensiero occidentale. Oltre all’analogia dei titoli (Trionfo della stoltezza vs Elogio della pazzia) è interessante il fatto che le due opere furono pubblicate a breve distanza: il poemetto erasmiano risale al 1509, mentre per l’opera di Faustino manca una data di pubblicazione precisa, dal momento che l’unica edizione che conosciamo, sicuramente non la prima, è postuma, del 1524. Erasmo, inoltre, aveva trascorso un certo periodo in Italia, lavorando come correttore di bozze presso la stamperia del veneziano Aldo Manuzio: molto probabilmente entrò in contatto, se non con l’opera di Faustino, almeno con le idee che ne sono alla base. La contemporaneità  dei due umanisti, e la possibilità di un loro incontro, ha dato adito a molte supposizioni, teorie e ancora oggi non siamo riusciti a rispondere a un interrogativo scottante: l’opera di Faustino precede quella del grande Erasmo? Oppure viceversa? Ai posteri l’ardua scelta…

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